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giovedì 7 aprile 2011

Parigi e la Comunicazione

Rieccomi qui, in diretta dalla mia mansardina, con il primo di quella che spero sarà una lunga serie di Billets à propos de Paris.
Mi sto lentamente formando l'idea che, all'origine del bien vivre di Parigi, all'origine di quella sensazione di protezione, di inserimento, di globalità che ti dà la vita di tutti i giorni in questa città (e forse anche quella di un breve periodo di vacanza) ci sia essenzialmente una cosa: la grande capacità comunicativa dei Francesi.

In questa città, non sei mai solo: ad ogni angolo un cartello ti spiega cosa puoi fare, cosa è preferibile che tu NON faccia (e perché), chi ha creato quel luogo, con che spirito, in quali anni... Attraversi la strada, e per terra insieme alle scritte c'è l'avviso: guardate a destra e poi a sinistra: doppio senso di circolazione. Entri in un parco e conosci fin dall'ingresso diritti e doveri del bravo abitante di parchi. L'anno scorso, quando ero qui insieme a quella fotografa provetta di Niculet, ci siamo messe d'impegno per fotografare tutte le differenti poesie che l'azienda dei trasporti cittadini aveva deciso di piazzare sulle pareti dei vagoni delle metropolitane: almeno 15 opere diverse! La galleria fotografica che la suddetta blogger aveva dedicato al tema "Parigi pensa a te" (di cui non voglio assolutamente prendermi il merito dell'idea, che va tutto a lei!) era poi piena di milioni di altre frasi, vignette, cartelli, indicazioni sparse per la città: dai pannelli luminosi che ad ogni angolo ti informano di iniziative in corso del tipo indovina le locations delle fotografie di Parigi e vinci un ingresso all'Orangerie, agli affiches di pubblicità di eventi, sempre coloratissimi fichissimi ed invitantissimi.

E ancora: guardate qui, e poi qui: stiamo parlando di due capitali e di due siti delle rispettive compagnie di trasporto pubblico: non occorre essere esperti di semiotica per comprendere cosa intendo con capacità comunicativa! E poi, soprattutto: provate ad usare, in ciascuno dei due siti, il servizio trova il tuo percorso. Sfido chiunque a capirci qualcosa nei risultati ottenuti sul sito romano.

Ma credo fortemente che la vetta, la sublimazione dell'indicazione, l'Everest della comunicabilità, il Nirvana della semiotica, Parigi lo raggiunga all'interno degli autobus. Già prima di salire, un cartello su entrambi i lati del bus segnala le principali fermate di quella linea (ciascuna di queste ultime marcata da un differente colore che si ritrova sia sull'insegna sia nelle tonalità delle pareti all'interno); tu sali, validi il tuo titolo di viaggio, non fai in tempo a fare un passo che il primo cartello gentilmente ti suggerisce di avanzare verso il fondo del bus per evitare ingorghi. Tu, ossequiosamente, lo assecondi, ed ecco che ti trovi davanti ad un pannello con una mappa (ma quanto mi esaltano, A ME, le mappe?! Trovo siano una delle più grandi invenzioni della mente umana. A breve un post sulle DIECI più grandi invenzioni della mente umana, devo ricordarmi di cominciare ad annotarle.) precisa al millimetro di tutte le fermate, in entrambi i sensi di marcia, per cui pure un bambino potrebbe capire dove deve scendere per andare in un dato posto. Non ancora soddisfatto del tutto, però, prendi il tuo posto a sedere e ti accorgi che, a prova di scemo, un pannello luminoso che scorre ti avvisa di ogni fermata e ti dice quanto tempo è stimato per l'arrivo al capolinea. A questo punto ti ritieni sufficientemente informato per quanto riguarda il percorso del bus. Ti rilassi un attimo e..zac! Becchi un avviso che recita: il tuo cellulare è prezioso: può suscitare delle invidie. Ricordati di questo quando lo usi in pubblico. Il 93 per cento delle aggressioni nei luoghi pubblici è causato da furti al cellulare. (in 10 lingue circa). Oh però, pensi, grazie, RATP, di avermelo ricordato. Poco più sopra campeggia inoltre un variopinto: sorridete, siete filmati! a proposito del fatto che gli autobus sono tutti sono sorveglianza video.
Ma l'apoteosi è stata raggiunta, io credo, quest'anno, dalla campagna pubblicitaria-progresso dal titolo Partageons de plus, partageons le bus. Ogni bus reca una vignetta che consiglia determinati atteggiamenti di cortesia o vivere civile, come il piegare i passeggini se non c'è spazio o, appunto, come questo :

Non c'è nulla da aggiungere: io adoro essere cullata da questo genere di avvisi, e, da oggi, adoro anche Jean-Luc.

2 commenti:

  1. In Italia, al contrario, ci sono solo divieti.

    Sarà per questo che li infrangiamo tutti?

    Rolanda

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  2. Oddio non ho capito che problema ha Gianluca!

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