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sabato 6 agosto 2016

Di pagliacci, fondamenta e sogni - una storia ittica (2)


Di queste due cose, in particolare, il pesce pagliaccio era grato al suo amico pesce-fondamenta sopra a tutte le altre: di averlo più volte prevenuto, con i suoi consigli fondati e le sue perizie a lungo termine, dal finire in più di un guaio (sentimentale, soprattutto) per colpa della sua avventata tendenza a tuffarsi a capofitto, nelle onde e nelle cose e, appunto, di avergli fatto l'onore di domandargli la sua presenza al suo fianco, in quello che si preannunciava come uno dei giorni più importanti della sua ittica e fondata vita.
Quando gli era stata fatta questa richiesta – insieme all'annuncio delle nozze – in un'umida serata di inizio ottobre, il pesce pagliaccio aveva sperimentato, per la prima volta in vita sua, una felicità in-condizionata dalle vicende del suo privatissimo ego. Per la prima volta in vita sua, aveva sentito il suo cuoricino e le sue branchiette gonfiarsi per una felicità che era tutta per altri, e questa piacevole sensazione di palpitazione gli aveva riempito l'organismo per diversi giorni a venire, come una sensazione di invincibilità e di sazietà. Per la prima volta in vita sua: se lo ricorda bene.

Ed era stato così che il pesce pagliaccio si era messo di buona lena per far fruttare al massimo i suoi talenti organizzativi e creativi e aveva investito tutta questa energia buona e gonfia di gioia nei preparativi più scoppiettanti che la barriera corallina potesse ricordare, in attesa dell'evento dell'anno: le nozze di pesce fondamenta con la sua anima gemella.
E sarà il caso che ci soffermiamo anche un istante sul co-protagonista di queste nozze tanto attese; sì, perché il nostro bravo pesce fondamenta pareva aver trovato finalmente la specie perfetta per lui. Si era fidanzato, infatti, con un esponente generoso e vivace della specie – anche questa piuttosto sconosciuta per i non adetti ai lavori – dei pesci sognatori. I pesci di questa specie sono accomunati, come il nome stesso sembra suggerire, da una singolare percezione nei confronti del futuro: sembrano, anche nel loro aspetto fisico, con quella peculiare posizione della testa (la cosiddetta “testa cavallina”), guardare sempre verso l'alto; sono propositivi, energici, amano correre appena sotto il pelo dell'acqua e vengono spesso impiegati, nei cantieri di costruzione e ristrutturazione corallina, per la loro buona volontà e la vera e propria passione per la sfida lavorativa.
Tra il nostro volitivo pesce fondamenta e il pesce sognatore in questione era stato – come voi tutti potrete immaginare – amore a prima pinna: le loro attitudini personali, unite a due caratteri allegri e giocosi, sembravano fatte apposta per armonizzarsi e vincere ogni ostacolo. Il loro matrimonio era stato pertanto accolto da tutta la popolazione ittica del distretto corallino come un grande evento consacratorio.

Pesce pagliaccio, da sempre ben conscio della responsabilità dei ruoli che assumeva, si dava da fare senza posa: con la fidata collaborazione degli amici di sempre aveva approntato tutta una serie di gag, colpi di scena, regali, personalizzazioni; senza dimenticare le immancabili preghiere dei pesci-fedeli. Per quasi un anno intero si era sentito tenere vivo dal quel fluire continuo di energia bella dal suo cuoricino, attraverso la sua pinna caudale, fino alla concretizzazione in oggetti, biglietti, pensieri. Ed era stato (quasi) sempre felice.

Poi, il primo di agosto 2015, il grande giorno era finalmente arrivato: il tempo oceanico non era dei migliori, con tutte quelle correnti fredde di passaggio, ma l'impegno, l'amore e l'entusiasmo dei partecipanti tutti avevano riscaldato le acque rendendo la giornata un profluvio di emozioni e allegria. I due pesci neo-sposini avevano intrapreso la loro avventura, cominciando da una nuotata di nozze all'altro capo del mondo, nel mar Mediterraneo addirittura.

Tutto, insomma, era andato nel migliore dei modi.

un'istantanea dalle nozze

Pesce pagliaccio aveva gestito con sapienza e passione tutti i momenti che dipendevano dalla sua organizzazione; si era tanto impegnato – con una buona dose di training autogeno preliminare – per non occupare lui tutta la scena, per lasciare spazio agli sposi, per non parlare troppo, per non guizzare in maniera così repentina da attirare l'attenzione. Gli sposi lo avevano ringraziato di cuore. Lui era felice.

Eppure.

Eppure, dopo tutto un anno speso a dare forma concreta a quell'energia gioiosa con cui si era tanto sentito gonfiare le branchie ad ottobre, nei mesi successivi al matrimonio pesce pagliaccio si era sentito come afflosciato. Nessuna canzone più da inventare, nessun biglietto da ideare, nessuna organizzazione in corso: come dimostrare, ora, ai suoi due pesci innamorati che, lui, a loro voleva sempre tanto bene?
Sarebbero bastate tre semplici parole – direte voi – oppure un invito, un messaggio, un abbraccio al momento giusto, però, se avete letto con attenzione questa storia strampalata fino a qui, saprete anche bene che S. il pesce pagliaccio, in queste cose, non era bravo per niente. Si riprometteva sempre di provarci, ma poi veniva puntualmente risucchiato in un vortice di pensieri, ansie e parole inutili e il tentativo finiva abortito sul fondo dell'oceano. Sentiva bene, questo sì, che pesce fondamenta e pesce sognatore continuavano a considerarlo l'amico di sempre, ma lui, quell'energia dolce e buona che aveva accumulato a partire da ottobre 2014, ce l'aveva sempre dentro, e avrebbe tanto voluto darle voce più grossa, concretizzarla di nuovo, farla scoppiettare come prima.
Solo che, in quell'anno di vita e di nuoto, le occasioni grandi e scoppiettanti, semplicemente, non c'erano state. Solo una fila pacata di giorni, come ami uno dopo l'altro, in cui stare vicini a guardare i coralli. In cui volersi bene sopra ad un divano. In cui mangiare vermetti allo stesso ristorante. In cui raccontarsi le proprie, insignificanti eppure vere giornate.

Ed è stato allora che a pesce pagliaccio è venuta in mente l'idea di questa storia. A lui, sì, che proprio non ce la fa a festeggiare con le cose normali e voleva comunque dare corpo a quella forza palpitante che sentiva dentro, provando, questa volta, a metterla per iscritto, nero su bianco. Un primo passo verso la normalità – mi ha detto, chiedendomi di prestargli la voce e la penna e di battere con mani umane questa semplice storia ittica, che a me, peraltro, è piaciuta tantissimo. Ho subito acconsentito con entusiasmo.


Mi ha ricordato voci e volti noti, chissà perché.

venerdì 5 agosto 2016

Di pagliacci, fondamenta e sogni - una storia ittica (1)

C'era una volta, in un distretto della barriera corallina australiana, un piccolo ed agile pesce pagliaccio. Questa specie di pesce, resa ormai familiare al grande pubblico grazie ad un celebre lungometraggio a cartoni animati della Walt Disney, è così chiamata (oltre che, come tutti pensano su influenza del personaggio del cartone, per i colori sgargianti della sua pelle) come invece pochi sanno, per via di una particolare attitudine caratteriale che porta i suoi esemplari – e quello di cui vi parliamo oggi in particolare – a farsi riconoscere in gruppo per i propri e consueti atteggiamenti buffi, comici, simpatici: da pagliaccio, insomma.

Il pesce pagliaccio in questione, di cui – in parte – questa è la storia, era appunto particolarmente apprezzato dai gruppi di amici perché, quando c'era lui, la risata era garantita. Facce sceme, racconti strampalati, resoconti mimati, vocine: c'era sempre da stare allegri, in sua compagnia, ma a patto che – come tutti gli amici più intimi sapevano bene – per quella sera si cedessero esclusivamente a lui la scena ed il palcoscenico.
Perché questa è, tipicamente, l'altra faccia della medaglia del carattere gioviale del pesce pagliaccio, in tutti i suoi esemplari e in particolare nel nostro amico di oggi: sono un po' egocentrici, ecco tutto: amano essere “i primi violini” e, percentualmente, la maggior parte di loro, come mestiere, fanno gli attori (si spiega così la loro presenza massiccia nel casting della Walt Disney), i presentatori, i politici oppure gli insegnanti.

Il nostro pesce pagliaccio, che d'ora in avanti potremo chiamare S., aveva in dotazione, oltre ai pregi e difetti congeniti della sua specie, un piccolo e personalissimo sacchettino di qualità e di debolezze. In particolare, era molto dotato di fantasia ed estro creativo: ad ogni compleanno veniva sempre prescelto per la redazione di artistici biglietti regalo, per i matrimoni era un asso ad assemblare video, ideare trovate originali, addirittura a scrivere le preghiere dei pesci-fedeli, complice un remoto passato da pesce-scout. Faceva solo un po' (molto) fatica ad esprimere tutti quegli impulsi creativi sotto forma di semplici gesti e parole: si ingarbugliava con i baci, non gli uscivano i tivogliobene, non gli si inviavano i messaggi contenenti richieste di aiuto, non sapeva tenere la pinna di un altro pesce nella sua: gli scivolava sempre tra le scaglie.



S., comunque, per sua fortuna, aveva trovato un gruppetto di amici che gli voleva bene proprio così come era. Uno, in particolare, tutta questa sua goffaggine e freddezza di pesce pagliaccio alle prese coi i sentimenti non aveva mai dato prova di trovarla fastidiosa e neppure inconsueta. Si trattava di un pesce di un'altra specie molto diffusa negli ambienti corallini ma non altrettanto nota al pubblico, per la sua sostanziale assenza dai grandi schermi e dalle produzioni cinematografiche: stiamo parlando del pesce fondamenta. Questa specie ittica prende il nome, come nel caso della precedente, da un aspetto del carattere piuttosto ben condiviso dagli appartenenti ad essa: i pesci fondamenta, infatti, sono molto bravi a costruire le radici e le fondamenta delle cose.

Determinati, pazienti, pianificatori: sono loro che hanno contribuito in maniera maggiore alla creazione dell'habitat più adatto allo sviluppo della barriera corallina; sono loro ad essere chiamati sul posto dagli altri pesci per fornire un parere sulla possibile tenuta di una struttura in costruzione, sulla solidità dei princìpi sui cui si fonda, sulle probabilità di crollo o di crescita; sono loro, infine, a ricoprire i ruoli di maggiore affidabilità all'interno della società ittica nel suo complesso: giudici, magistrati, ingegneri, bancari.


Il nostro pesce fondamenta, lo capirete bene anche voi, anche nelle amicizie era abituato a sondare i terreni in profondità e a inserire al loro fondo più fondo sostegni e impianti: non si lasciava certo impressionare dalle volatili debolezze del suo amico pesce pagliaccio. A lui piaceva, al termine di una lunga giornata su e giù per la barriera a rispondere a chiamate interoceaniche, potersi accoccolare sul suo ben fondato divano ad ascoltare le simpatiche puttanate del suo amico; teneva meticolosamente una raccolta dei più bei biglietti di auguri che da lui aveva ricevuto e si era tanto abituato alla sua frizzante e prepotente esuberanza che gli aveva addirittura chiesto di essere il suo pesce-testimone-di-nozze.

(to be continued..)