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sabato 25 settembre 2010

La BUIA notte della ricerca UMANISTICA

Cara Bianca Berlinguer,
(lettera aperta alla redazione del Tg3)
e carissimi tutti i giornalisti del Tg3, che - premetto - stimo e seguo affezionatamente,

oggi, nell'edizione di pranzo del Tg, andava in onda un piccolo servizio sulla Notte della Ricerca svoltasi a Bologna. Vi ringrazio innanzitutto per aver dato visibilità all'evento. Però ho una cosa da precisare: tutte - e se dico tutte, intendo t-u-t-t-e - le volte che voi, rendendo una grande favore all'umanità, mandate in onda servizi concernenti i problemi e la situazione della ricerca italiana, i suddetti servizi sono accompagnati dalle seguenti immagini di sottofondo:
a. uomo camice-vestito con mascherina che versa liquido di colori fluorescenti dentro provetta;
b. donna camice-vestita che mette sul fornellino di un laboratorio una bottiglietta fumante che, a contatto con il calore, emette bolle e pittoriche scintille luminescenti;
c. uomo camice-vestito che guarda incuriosito dentro miscroscopio;
d. e, infine, nel caso del servizio di oggi, gentile ricercatore alle prese con un esperimento di fisica attraverso il quale si mostrava al pubblico di bambini che bruciando un tale materiale si produce energia.
A questo punto, vorrei chiedervi se, detto sinceramente tra noi, siete a conoscenza dell'esistenza di altri generi di ricerca praticati in Italia al di là dell'area biologica-fisica-chimica.
Ebbene, vi dirò IO che esistono. E non sono nemmeno così poco fotogenici da non poter fare la loro porca figura all'interno di un servizio dedicato ai cervelli in fuga. Qualche esempio potrà forse chiarirvi le idee:
1. un ricercatore di un dipartimento di matematica è solito - che so - studiare infinite catene astratte di numeri cercando al loro interno formularità e discontinuità (avete presente l'antipaticissimo e disadattattissimo Mattia dell'ormai noto romanzo?);
2. un ricercatore di un dipartimento di ingegneria edile-architettura potrebbe essere esperto in merito alla storia dei movimenti architettonici americani;
3. un ricercatore di giurisprudenza si occupa, faccio un esempio tra tanti, di confrontare forme di diritto di diversi stati cercando di metterle in relazione con la storia e la geografia di quegli stessi stati;
4. un ricercatore di economia (questo esempio è tratto dalla realtà) studia come il modello economico di un tale villaggio sia legato alla sua peculiare situazione demografica.
MA NON è FINITA QUI!
Pensate, esiste addirittura una Ricerca in campo Umanistico! Dottorati, assegni di ricerca, borse di studio, pubblicazioni scientifiche anche lì!
A proposito di storia della filosofia platonica, movimenti di pensiero dello gnosticimo medievale, rapporto tra mistica e potere, discesa agli inferi di Odisseo (..mi suona familiare...), pubblico che assisteva alle recitazioni delle poesie di Saffo, storia dell'educazione nell'età moderna, dantistica, strategia militare di Annibale, metrica di Leopardi, ragioni della prima guerra mondiale, partiti politici in U.S.A., carte testamentarie nella Bologna rinascimentale, diversità sessuali nelle società africane, storia della formazione della lingua italiana... e avete idea di quanto si possa andare avanti?
Eppure, di tutte queste cose, quando si parla di finanziamenti alla ricerca, SI TACE. Forse qualcuno pensa che queste materie non siano utili come la biologia e la medicina, non abbiano una diretta applicazione nella vita reale. Ecco, se pensate questo, per favore, chiudete questa finestra internet e non proseguite neanche, nella lettura di questo post. Sinceramente, non ho voglia ora di mettermi a spiegare perché la ricerca tout court sia importante, in cosa lo studio della storia, della filosofia e della letteratura possano migliorare il nostro mondo: come si suol dire, se non lo sapete, sapevatelo (su Rieduchescional Channel).
Però, queste materie non solo servono, ma esistono, e tengono occupati migliaia di ragazzi in tutta Italia: quindi, miei cari giornalisti e mia carissima Bianca, fatemi un favore, così come intervistate i disgraziati operai sui tetti, i minatori intrappolati, i precari di Alitalia, le telefoniste co.co.co e via dicendo, quando intervistate e riprendete i ricercatori, infilate dentro a queste benedette immagini di repertorio anche NOI, ricercatori di area umanistica!
Ringraziandovi per l'attenzione, vi porgo i miei distinti saluti.
Tinni

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