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giovedì 6 gennaio 2011

Colon

Ieri sera ho ricominciato ad andare a yoga, disciplina che mi trova alquanto impreparata sia da un punto di vista fisico che culturale. Da ammiratrice neofita qual sono, ad ogni modo, ne apprezzo ogni volta dei lati e dei particolari diversi, ed è proprio per questo che, seppur con intermittenza, continuo a partecipare.
Ieri sera, appunto, mi sono soffermata a riflettere su quanto sia solo apparentemente facile, e invece dannatamente difficile governare il proprio corpo e guidarlo in ciò che abbiamo intenzione di realizzare, foss'anche il mantenimento di un tallone a terra, il respiro regolare durante un esercizio o la gamba tesa. Tale riflessione, poi, ne ha suscitata un'altra, a proposito invece di tutto ciò che avviene nel nostro corpo senza che noi lo governiamo (di solito le cose migliori che il corpo fa, peraltro). Ogni qual volta che mi capita di concentrare la mia attenzione sul meraviglioso meccanismo che ci tiene vivi resto stupefatta in modo infantile. E' in quei momenti (oltre ai momenti in cui osservo con sconforto il mio conto in banca) che rimpiango un poco di non aver fatto Medicina. E, sempre ieri sera, ad un certo punto, durante la lezione, è stato nominato il colon. Il Colon - mi sono detta - e io manco so esattamente che combina, cosa fa ogni giorno e quale sia la sua funzione nell'organismo. Povero Colon!
Tornata a casa, pertanto, ho digitato su internet il nome di questo bistrattato organo e, dopo aver constatato con perplessità che i primi siti che compaiono sulla lista di google sono siti a proposito di tumori al colon e malattie dello stesso, mi sono imbattuta nelle informazioni che cercavo.
Ebbene, il Colon non è bistrattato solo da me, ma - sembra - anche da una discreta fetta di addetti ai lavori.
"Il colon ha funzioni di semplice transito di materiale fecale e di riassorbimento di acqua ed elettroliti".
Questa è la frase lapidaria con cui inizia un paragrafetto da me reperito sulle funzioni del Colon.
Bhe, E VI PARE POCO?!
Insomma, per farla breve, il mio cuore tinnico (cit.) si è subito preso a cuore la causa del povero Colon, organo prezioso ma sempre in secondo piano. Il Colon, innanzitutto, viene spesso usurpato del suo vero nome a vantaggio del - a mio parere brutale e volgarotto - appellativo intestino crasso. Nel nostro immaginario, poi, il VERO intestino è quello tenue, quello lungo lungo, tutto attorcigliato, quello che trae tutto il nutrimento, che fa tutte le operazioni difficili e chimiche con le sostanze ecc ecc. Ma a lui, chi ci pensa veramente? Lui, che riesce ad assorbire quasi SETTE litri di liquidi al giorno (e quando non li assorbe sapete tutti qual è l'effetto, vero??), che guida la nostra cacca nell'ultimo, delicato, percorso verso la sua destinazione finale, che si contrae facilitandoci molti sforzi... la trovo una pesante ingiustizia medico-culturale, che, a parer mio, ha molto a che vedere con l'altrettanto vergognosa censura relativa a tutto ciò che concerne la defecazione e gli organi ad essa deputati, di cui ho parlato in un precedente sfogo di alto valore simbolico.
E non è finita qui! Il Colon è un personaggio non solo praticamente ed efficientemente utile, ma è anche un tipetto fine e poetico, se hanno affidato il suo nome anche ad "una parte del periodo o della versificazione dotata di struttura sintattica o metrica autonoma" (cit. Wikipedia) E "intestino tenue", hanno forse chiamato una qualche, anche misera, parte del discorso? Tiè.
Lui è di certo colto, fantasioso, musicale, nonostante il lavoro da operaio di catena di montaggio a cui è duramente sottoposto ogni giorno (e non c'è festivo che tenga!). Insomma, io me lo immagino un po' come un signore con la testa tra le nuvole che, nel tempo libero, si diverte a registrare con un piccolo apparecchio portatile tutti i più buffi o fastidiosi rumori della città (un po' come il personaggio di questo bellissimo film)....la gente per questo lo giudica un po' matto, uno da cui girare alla larga, forse anche per via del suo vestire, tra il dimesso e il mendicante, ma, in verità, lui, a casa, con tutte quelle registrazioni, compone delle melodie curiose ma celestiali, che conserva in metodici contenitori di cd, e riascolta, a seconda dell'umore, ritrovandoli per mezzo di apposite, precise etichette.
Un operaio della musica, un macchinista della poesia.

2 commenti:

  1. Oscillo tra dirti "Che scema!" e "Che genio!".
    Certo non mi sorprende che al tuo blog ci si arrivi digitando "culi pieni di cacca"... Chi è causa del suo mal...

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  2. ahahah, hai ragione! bhe, basta con le autocensure, allora: VIVA LA CACCA! (magari mi segno su un foglietto le varie ricerche che condurranno qui dopo una tale affermazione e ci scrivo un post sopra)!

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