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mercoledì 12 gennaio 2011

Credere alle favole/bis. L'Amministrazione pubblica

Visto che siamo in tema di favole, oggi vorrei dedicare il post alla celebrazione di un'impiegata della Pubblica Amministrazione. Chi mi conosce, sa che, generalmente, non sono molto clemente con la suddetta categoria. Al punto che proprio stamattina, infastidita dall'ennesima manifestazione di cazzeggio da parte di un esponente della stessa, ho coniato, mentre parcheggiavo la bici, la seguente, icastica, frase (qualcuno, un po' di tempo fa, mi faceva notare che ti accorgi di essere stato geneticamente modificato dall'uso di Facebook nel momento in cui capisci di pensare per "stati". Io ci sono già dentro da un pezzo): "Voterò alle primarie del PD, qualunque esse siano, per il primo aspirante leader che ammetta che i lavoratori pubblici sono nel 90 per cento dei casi dei cazzeggiatori non controllati".
Ad ogni modo, in linea con lo spirito propositivo di questo blog, vorrei celebrare, invece, una Persona che lavora nel mio stesso dipartimento, a Bologna, in qualità di addetta alla biblioteca e, io avendola avuta sotto gli occhi da ormai otto anni a questa parte, posso dire che merita pienamente il suo stipendio e forse anche qualcosa di più. E non è solo una questione di denaro: io credo che lei tenga alta la bandiera del dovere civico, che sia un bel segno di ciò che significa essere cittadini lavoratori, che rispetti la nostra Costituzione nel modo più nobile, giorno dopo giorno, ora dopo ora, pur non essendo controllata da nessuno. Questa Persona pulisce gli scaffali delle sale di lettura anche se non è direttamente suo compito, prima di risistemarvi dei nuovi libri; ascolta tutte le richieste di noi sbarbatelli a proposito dei libri persi, senza rilegatura, o semplicemente desiderati e, alla fine, puoi star certo che avrai la tua risposta. Quando qualcuno le segnala un problema pratico, o le dà un suggerimento su come riorganizzare una sezione della biblioteca, lei ci pensa su e poi, se lo trova intelligente, lo accoglie; e, aspetto da non sottovalutare, conosce, pur non essendo un'addetta ai lavori, a grandi linee le caratteristiche principali della bibliografia greco-latina, quali sono i dizionari più importanti, i repertori lessicali, le enciclopedie eccetera eccetera: tali informazioni ella non esita a fornirle a chiunque bussi al suo ufficio per chiedere lumi; quando questo succede, inoltre, lei è solita alzarsi dalla sua comoda sedia e accompagnare personalmente lo sperduto novellino per i corridoi delle sale di lettura. Chi ha un po' di esperienza nell'ambito della PA saprà riconoscere in queste descrizioni segni di un attivismo non certo comune nella categoria.

Insomma, Tinni è contenta di lavorare al suo fianco, e la ringrazia.

1 commento:

  1. Ci sono moltissimi insegnati validi. Si parla troppo poco di loro.

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