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lunedì 17 gennaio 2011

Flussi

Vorrei lasciare nella blogosfera un immortale - e, come sempre, modesto - post su cosa significa essere immigrati irregolari in Italia.
E' stato emanato non molto tempo fa il Decreto flussi 2011. Non che io vi possa raccontare in proposito molto di più di quanto potrete voi stessi agevolmente reperire digitando su Google, ma dal momento che casa dei miei genitori si sta progressivamente trasformando, dalla mia dipartita di lì ad oggi, in un centro di assistenza psico-socio-economic-culturale per immigrati, ci tenevo ugualmente a mettere per iscritto le sensazioni che si provano venendo in seppur parziale contatto con una realtà che, altrimenti, resta per noi limitata a facce scure incrociate sul bus (per chi ci va, poi, in bus), odori strani percepiti in treno, idiomi misteriosi gridati per la via.

Oggi, 17 gennaio 2011, è uscito su internet il modulo da compilare per fare domanda ed essere inserito all'interno del provvedimento di regolarizzazione. E' necessario avere un datore di lavoro e fornire di esso tutta una minuziosissima serie di dati per accertare appunto che non sia una copertura. E' necessario inoltre iscriversi con username e password sul sito del Ministero e, poi, è necessario attendere. Sì, perché le domande per l'inserimento potranno essere allegate all'interno del sito solo a partire dalle 9 di mattina del 31 gennaio 2011. I 4500 (no, scusate, ma desidero ripeterlo: 4.500) cittadini marocchini (ogni stato ha una sua propria quota, ma non è mai molto più alta di così) che avranno diritto a acquisire il permesso di soggiorno in Italia saranno scelti sulla base dell'imparziale e marmoreo ed immortale ed infallibile criterio del chi primo arriva vince. La scorsa volta che è stata approntata una scadenza simile, i posti sono andati esauriti nel giro della prima mezz'ora dall'apertura delle gabbie.
Ora, a prescindere dal fatto che:
  • praticamente nessuno dei diretti interessati ha internet a casa e si è mai premurato di imparare cosa sia uno username o una password,
  • pochi o nessuno hanno una conoscenza solida della lingua italiana e perciò ancor di meno del burocratese che regna sovrano lungo ogni tappa di iscrizioni a siti ministeriali che si rispetti,
  • non oso immaginare che bordello atomico accadrà in quella prima mezz'ora e quanti secondi ci metteranno i server del suddetto Ministero ad andare in crash,
  • suppongo che, come in ogni questione pubblica italiana, dei 4500 posti liberi almeno un terzo sarà già murato e riservato ad amici, parenti, paganti, corrompenti e via discorrendo,
e anche prescindendo da tutte queste considerazioni,
voi, come vi sentireste se la vostra permanenza in Italia fosse appesa ad un banalissimo click?
Io, personalmente, di merda. Ma loro, come ho avuto modo di imparare, hanno una calma innata ed una seraficità davvero invidiabile.
E poi, non è micca finita qui, eh?! Nel remotissimo caso che Abdul fosse tra i fortunelli 4500 che hanno guadagnato il permesso di soggiorno, la legge prevede che lui parta dal suo paese di origine per venire in Italia solo al momento della 'vittoria' ottenuta, e non prima, pena la revoca della concessione.
Ora, qualcuno mi spiega, per favore, come diavolo è possibile che Abdul abbia un datore di lavoro in Italia, pronto e scattante a fornire al Ministero ogni sua generalità compreso il numero di scarpe, se egli non è mai ancora venuto in Italia?
E' così difficile da capire che, generalmente, chi chiede il permesso di soggiorno è un immigrato che sta già in Italia da irregolare ma che spera prima o poi di inserirsi?
Io lo so che probabilmente per Maroni è impossibile da accettare che esistano tutti 'sti marocchini illegali nascosti nelle fogne e nelle cantine, ma, mio caro Robby, è così.
E quindi, sapete cosa faranno, Abdul e gli altri 4499 fortunelli? Torneranno nel loro paese nascosti dentro dei camion, cercando di evitare i controlli delle frontiere non voglio sapere come, e poi, da là, prenderanno il loro bel volo per arrivare nella terra promessa.
..Che dire? Buona fortuna, Abdul.

5 commenti:

  1. Il fatto che gli Abdul vogliano stare qui in Italia, nonostante queste vessazioni burocratiche, è la misura di quanto stanno male nel loro paese.

    Il fatto che nessun Abdul abbia fatto spropositi nei confronti di qualche istituzione pubblica è il segno che gli Abdul sono persone civili, equilibrate, pazienti ed ottimiste. Molto di più di certi connazionali.

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  2. Hai pienamente ragione: noi, qui, abbiamo un premier sessuomane e pluriprocessato ma loro, laggù, hanno dittature, colpi di stato, divieti civili, carri armati per le strade e, soprattutto, nessuna prospettiva lavorativa.
    Tutto dipende sempre dal punto di vista!

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  3. La burocrazia del razzismo, la chiamerei.

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  4. ecco: lunedì forse ho visto cosda succede in questo caso. la finestra del mio ufficio guarda proprio sul consolato del marocco di milano. la folla (... ma non pensate solo all'ambulante: ci sono anche donne e bambini) era ben maggiore del solito e già verso le nove del mattino si sono sentiti i primi schiamazzi che poi sono continuati fin verso mezzogiorno. immancabile poi l'arrivo di polizia e vigili urbani. ma ormai la porta del consolato, normalmente aperta, oggi era già chiusa. chiusa sulla speranza, mi vien da dire. quel che è peggio è che non è servito a niente far notare ad altri colleghi che probabilmente questi stavano facendo una crudele gara a chi arriva primo per vincere il diritto a non essere clandestino per un anno: per decenza tralascio i commenti ricevuti.

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  5. Ehi Frank! Era un po' che non ti si leggeva! Probabilissimo che la coda fosse a tal proposito: lunedì usciva infatti il modulo che poi, il 31, dovrà essere caricato/allegato nel sito....

    Io, comunque, nel mio piccolo, continuo a divulgare queste info di base quanto più posso: magari molti se ne fregheranno, ma l'unico modo per abbattere indifferenza e razzismo resta quello di mettersi nei loro panni.

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