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mercoledì 19 gennaio 2011

Ode alla Nebbia

Padana nell'animo, Tinni ha scelto iggi di parlarvi della nebbia, anche perché in questi ultimi giorni ha cominciato a venirne un discreto quantitativo.
Ebbene, Tinni, in controtendenza, ama la nebbia. E non solo: ama anche guidare nella nebbia (ma non a fari spenti).
Perché la nebbia è tenace, forte, ma allo stesso tempo umile e cauta. E chi procede immerso in lei, lo diventa un poco anche lui. Quando guidi nella nebbia, non devi strafare; non devi pensare questo pezzo lo conosco a memoria, perché lei arriva lì di soppiatto e distrugge in un soffio tutte le tue certezze: un tratto corto lo fa diventare lungo, una buca piccola si trasforma in un cratere, una curva leggera si tramuta in gomito. E allora devi affidarti a lei, nella più totale ammissione di ignoranza, e lasciarti andare passo dopo passo, centimetro dopo centimetro, un pezzo alla volta. Fin dove vedi, prevedi.
Mi ricorda un po', la nebbia, quel meraviglioso personaggio letterario che è la tartaruga Cassiopea nel libro Momo di M. Ende: per chi non lo avesse letto (imperativo categorico tinnesco: ovviate immediatamente a tale mancanza. E per favore non mi venite a dire ma tanto ho visto il cartone che per piacere sarà anche ben fatto ma non è micca un libro, quello), tale Cassiopea possiede il dono di poter prevedere il futuro, ma non tutto, bensì solo gli istanti immediatamente successivi all'attimo presente. Magistrale, a mio parere, resterà per sempre, nella letteratura fantastica, la scena in cui Momo, la protagonista, deve fuggire dai cattivi e si fa guidare dalla tartaruga, la quale, pure essendo di natura lenta e poco scattante, riesce sempre a fregare tutti perché conosce il luogo dove saranno gli Uomini Grigi proprio nell'istante successivo.
Anche la nebbia è così: se cerchi di guardare troppo avanti, rimani spaesato, ti spaventi, ti sembra di non farcela: ma se procedi poco alla volta, prima o poi, sta sicuro, giungerai alla meta.
Guidare nella nebbia non è come guidare con il ghiaccio o con la neve o in una strada scoscesa: non ci vogliono specifiche abilità, non ci vogliono gomme speciali o automobili super-dotate. Bastano la pazienza e l'umiltà.
Mi piace pensare, insomma, che, vista sotto questo punto di vista, la nebbia sia un bel modo di approcciare la vita, specie in momenti di caos, incertezza, sballottamento come quelli in cui, personalmente, io vivo ora, ma come, mi sembra di capire, vivono anche molte altre persone che si affacciano adesso al mondo degli adulti.
E poi la nebbia non è solo umile, è anche altruista; ama la compagnia e ne conosce i preziosi vantaggi.
Quando si guida nella nebbia, ogni auto davanti a te diventa un amico, un faro, una guida: ci si avvicina quanto basta e lo si ringrazia in silenzio. Poi, quando magari a lui capita di svoltare, lo si saluta con un poco di malinconia. E se poi, invece, capita a noi di fare da battistrada a qualcuno, siamo lo stesso contenti, perché in quel lavoraccio di occhi che dobbiamo fare, non siamo più da soli, non serviamo più soltanto a noi stessi, ma c'è qualcuno, dietro, che ci si affida e che non possiamo deludere.
La nebbia è paziente, avvolgente, di compagnia. Specialmente quella notturna, che è anche la nebbia per eccellenza. Quella diurna, invece, l'ho sempre trovata un po' saputella, un po' troppo invadente.
E poi, ancora, la nebbia è ecologica, perché ti suggerisce con delicatezza che, se puoi compiere un percorso a piedi invece che in auto, ti conviene farlo; la nebbia non nuoce infatti ai pedoni.
La nebbia è coscienziosa, perché modera le velocità folli dell'autostrada.
Insomma, la nebbia è una buona compagna per Tinni, specie in questo periodo invernale, e la tenutaria di questo blog spera, con questo elogio la cui idea primitiva è nata questa notte, tre le 4 e le 5, in una momentanea ora di insonnia, di averla fatta amare un poco anche a voi.

6 commenti:

  1. rivoglio il soleeeeeeeeeeeeeee!!!!!!

    Momo, comunque è proprio bello...

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  2. "La nebbia è magnanima, è benigna la nebbia, non è invidiosa, la nebbia non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità (scoperta a piccoli passi); tutto avvolge, tutto unifica, tutto accoglie, tutto sopporta."

    Nella certezza che San Paolo apprezzerà,
    un saluto dalla fitta nebbia (esistenziale) modenese

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  3. Grazie del tuo prezioso contributo, Paolina.

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  4. nella sigla di un vecchio programma tv anni 70, lino patruno rinfacciava cantando la nebbia della padania (cioè pianura e non in senso leghista eh!) a nanni svampa e questo gli ribatteva sempre cantando: "e noi ci andiamo a far l'amore".
    ah ecco, san paolo: mi suonava di dejavue il post di niculet.

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  5. ahahhaha bellissimo spunto, Frank!

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  6. Cavallo Veneziano23 gennaio 2011 14:18

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