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lunedì 31 gennaio 2011

Vita da Autobus

Stamattina, causa pioggia, due episodi francamente un po' fastidiosi, prima sul 36, poi sulla navetta C.
Nel primo, sul bus strapieno, sale una donna con evidenti difficoltà deambulatorie dovute all'età, con bastone e andamento ondeggiante. Sale dalla porta dietro. Il mio compagno di sedile, che stava dalla parte del corridoio, si alza solerte e mostra alla signora il posto lasciato vuoto per lei. Risposta secca: no, lì è troppo alto per me. Bene. Il mio compagno si rimette al suo posto. La signora fa un passo, si mette di fianco ad una ragazza giovane (particolare non lasciato al caso) che occupa un posto non di quelli espressamente riservati alle persone con ridotte capacità motorie e le dice, con tono perentorio: Signorina, scusi!, e le fa gesto di lasciarle il sedile. Quella, umilmente, non fa una piega e si alza, quasi con fare da senso di colpa.
Pochi minuti dopo, sulla navetta, anch'essa piena ma non troppo, una ragazza, che stava a fianco a me, in piedi nella parte finale del mezzo (che, però, è molto corto trattandosi di una mini-navetta), all'approssimarsi della sua fermata non fa un mezzo sforzo di avvicinarsi alla porta dedicata all'uscita e, invece, quando l'autista di ferma gli grida ohi, apre dietro, che esco?. E, all'avvenuta apertura, se ne esce effettivamente, senza un grazie.
Ma il buon vecchio, caro Per Favore, è definitivamente uscito dai nostri vocabolari?
E, in fin dei conti, quello che mi fa incavolare di più - anche se sono conscia della relativa importanza del problema rispetto ad affari quali Bunga Bunga, crisi di governo, manifestazioni egiziane e rinvii di partite di serie A - è che, a non meritarselo, quel benedetto per favore, siano sempre categorie molto ben delimitate di persone, tra cui spicca quella dei Giovani (oltre all'altrettanto bistrattata categoria degli addetti a mansioni pubbliche, come i guidatori di autobus appunto, troppo spesso trattati alla pari di un autista privato), ovverosia degli individui di una fascia compresa tra i 13 e i 35 anni, specie se vestiti in abiti comodi, provvisti di zainetto, scarpe da tennis e cuffiette o cellulare nelle mani.
Come se un Dottorato o una Laurea di eccellenza non potessero nascondersi dietro ad un paio di jeans o ad una sigaretta pendente a mezza bocca.

1 commento:

  1. sarò #@!§ç@, ma adooooooooro le classiche vecchiette che vanno sull'autobus (ma anche al supermercato, dal dottore, ecc. ecc.) nei classici orari in cui sono affollati da chi deve andare a lavorare e poi cominciano a mostrarsi tremnti e cadenti per elemosinare il posto a sedere o in coda (e magari alla cassa pagano un litro di latte col bancomat che in proprio in quell'istante ha problemi di collegamento)

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