MOLTEPLICI INIZI.


A proposito di:

interculturalità - scuola - letture - frivolezze - risparmio - letteratura greca - creatività - viaggi - giardinaggio .. e bizzarrie varie.

mercoledì 13 aprile 2011

Supermercati

Un'altra piccola tragedia che si deve affrontare quando ci si reca a vivere in un paese straniero, una piccola, grande tragedia di cui, se non si ha mai viaggiato, si è completamente ignari, è l'avventura della spesa.

Fare la spesa all'estero, infatti, significa misurarsi con entità, associazioni, vicinanze, lontananze, assenze e presenze che, in media, richiedono la permanenza del soggetto acquistante all'interno del supermercato almeno per un'ora in più rispetto al tempo preventivato e impiegato in Italia.

Esempi random: in Francia, come si può ben immaginare, il banco frigo dedicato ai formaggi è il quintuplo di quello italiano: si moltiplicano confezioni, etichette e denominazioni impensabili e, benché tutte le volte mi riproponga di "provare un nuovo formaggio così quando torno in Italia faccio la figa annoiando il mio uditorio e racconto di aver mangiato per davvero quel che mangiano i parigini dando anche il mio parere in merito alle differenti qualità dei prodotti", ogni volta, puntualmente, rimango intrappolata in quella rete di molle, a pasta semi dura, demi ecremé, duro, leger, à tartinner, aromatizzato, chèvre, provenienze geografiche mai sentite nominare e nomi propri altisonanti fatti almeno di tre membri (per provarmi la mia veridicità inserisco un link eloquente), che, dopo mezz'ora sprecata a gelarmi il sedere (fa un freddo luzzo nel settore frigo, in effetti), mi decido a prendere sempre il solito formaggio, che ho scoperto ormai tre anni fa, e che, fortunatamente, non mi delude mai (e che poi, per la cronaca, micca lo so, che tipo di formaggio è! so solo che si chiama Fine Ligne ed è della Leader Price).

O ancora: non azzardatevi a voler comprare, in Francia, qualcosa come il pan grattato o la panna da cucina: innanzitutto, nel primo dei due casi, a venirvi incontro è lo stesso ostacolo linguistico, visto che, prevedibilmente, sarete entrati nel supermercato senza un vocabolario bilingue abbastanza esteso da comprendere termini quali pan grattato. Tentando di voler bypassare il suddetto ostacolo potreste anche attentarvi, come la sottoscritta, in una descrizione vivida e mimetica dell'oggetto desiderato a beneficio della commessa (qualcosa del tipo ecco, a presente il pane? quando uno lo prende e lo rende in piccoli pezzi, quasi polvere...), ma il risultato sarebbe comunque lo stesso: verreste indirizzati ad uno scaffale dove vi sono impilate differenti varietà di farine, alcune delle quali contenenti anche percentuali di "chevelure de pain" (ecco finalmente scoperto l'arcano traduttivo). Fatevelo bastare.
Quanto alla panna da cucina, voi che fareste? Vi dirigereste nel settore dedicato ai latticini non da frigo, dove, in Italia, siete abituati a trovare la vostra panna per i vostri adorati tortellini. E invece no! A Parigi l'unica panna impiegabile per gli usi per i quali in Italia si adotta la panna da cucina è una sottospecie di crema che si trova nel banco frigo. Ovviamente, in quanto latticino, ce ne sono quaranta miliardi di tipi diversi (allegé, taille fine, aromatizzata, semi densa, vattelapesca), e, su ciascuno di essi, campeggia l'immagine di una fragola con la panna montata sopra. Ma allora no!-direte voi: non è questa la panna che cerchiamo! E invece vi sbagliate, perché se girate la confezione, sul retro, trovate una sorta di parmiggiana di qualcosa con sopra la panna bianca che noi conosciamo. Fidatevi, è quella: loro la usano in maniera omnicomprensiva.

Per non parlare del burro, che esiste sia DOLCE che SALATO, ma quello che siamo abituati a mangiare noi è quello dolce.

Scordatevi inoltre qualunque tipologia di merendine e biscotti italianizzanti, ma divertitevi a scegliere la vostra maionese di fiducia all'interno di una scelta di circa 30 esemplari diversi! C'è quella con la mostarda di Digione, quella all'olio di girasole, quella allegé (quello sempre), quella più liquida, quella più densa. E ti pare che in un posto dove ci sono in vendita 100 tipi di maionese non vendano le spugne per la doccia? Ieri ho perso 2 ore a cercarle: nessun risultato. Francesi, poi non lamentatevi se in Italia si dice che non vi lavate.

Attenzione poi a non scambiare il "succo di pomorodo" (horribile dictu) con la polpa o la passata che usiamo noi in cucina: la cosa è agevolata dal fatto che si trovano in due settori differenti. Per non parlare poi delle associazioni tra beni alimentari! Perché nel banco del latte ci sono anche i tramezzini già pronti? Perché il pesce è a fianco allo yogurt? Perché la pasta è nel settore 'esotico'?

Il supermercato straniero, però, ha un grande pregio, questo devo ammetterlo: quando, districandoti tra la selva dei prodotti e delle loro collocazioni spazio-temporali, ti decidi a scegliere qualcosa di nuovo, qualcosa che non hai mai trovato in Italia, e, dopo averlo provato, scopri che è buono, ti pare di aver conquistato l'Everest, ti sembra di aver trovato la formula matematica del secolo, di aver scavato il tempio greco più antico del mondo, e magari telefoni a casa gridando entusiasta a genitori ignari: mamma! il thé pêche glacé della leader price è fantastico! oppure: papà, non sai che buoni i biscotti PRINCE demi-chocolat! E poi, succede pure che i PRINCE demi-chocolat, una volta tornato in Italia, ti mancano anche, e ti scende un poco la lacrimuccia a ripensarci.

10 commenti:

  1. Che invidia, fare la spesa nei supermercati francesi (Leclerc su tutti) e perdersi nel reparto per alcolizzati, tra vini, birre e, soprattutto, Pastis. Possiamo organizzare un scambio di generi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. VI sbagliate qui in Francia non abbiamo prodotti saporiti come da voi, vi assicuro che i vostri prodotti sono molto piu ricchi e diversi da noi e sopratutto molto piu gustosi.

      Elimina
  2. 1) chévre tutta la vita

    2) panna = crème fraiche

    :)

    RispondiElimina
  3. ah, io ieri ho scoperto che vendono CASSE INTERE di bière panachée, ovvero di birra e gazzosa, già mischiate (recente scoperta di gusto che personalmente mi ha molto esaltato)...peccato che c'erano solo confezioni tipo da 12 bottiglie ed io ero sola, indifesa e lontana da casa.

    RispondiElimina
  4. Attendo sempre con grande trepidazione i resoconti delle tinniche avventure parigine, poi quando le leggo sono straziata da una nostalgia lacerante...
    che voglia di burro salato!!!

    RispondiElimina
  5. Dai, fatti coraggio e buttati sui formaggi, c'è un buon motivo per cui il reparto è fornitissimo! Io personalmente adoro alcuni di quelli à pâte molle, specialmente quando sono lì da un po' e iniziano a emanare il loro caratteristico odore... :) Buona spesa (detto con un po' d'invidia)!

    RispondiElimina
  6. Je veux le même article en français ! :)

    RispondiElimina
  7. oh merde..........bien, je vais esseyer, mais j'ai besoin de temps...;)

    RispondiElimina
  8. Quel "oh, merde!" tradisce il fatto che ti sei ambientata meglio di quanto tu non voglia far credere... :D

    RispondiElimina
  9. Ciao Tinni, dove hai visto in vendita la panachée?

    Grazie

    RispondiElimina