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martedì 19 luglio 2011

Audiocassetta

Oggi ho riascoltato un'audiocassetta. E' stata un'emozione indescrivibile, e soprattutto inaspettata.
Uno crede che, in fin dei conti, i pezzi del passato che sono dietro le sue spalle siano simpatici ninnoli da tirare fuori ogni tanto, sul dondolo in giardino, in una sera d'estate. E invece questi frammenti, questi appuntiti e variopinti frammenti di ciò che è stato e non è più, hanno una forza incredibile che quasi ti fa male, se li tocchi con troppa imprudenza.
E così stamattina mia madre ha riportato giù dalla soffitta il mio vecchio lettore cd, che aveva anche il cassettino per le audiocassette, e quasi per caso, svuotando un armadio, mi sono contestualmente trovata in mano una compilescion risalente ai primi anni duemila. Ho attaccato il lettore alla presa, ho selezionato con l'apposita levetta tape, ho premuto il tasto stop/eject e ho infilato titubante l'oggetto nell'incavo predestinato. Quasi non ricordavo nemmeno più il verso giusto dal quale inserirla! O meglio, era come un ricordo troppo impolverato e accantonato in un angolo della memoria poco servito dai mezzi pubblici.
Poi ho chiuso il vano, ho premuto play e ho trattenuto il respiro per un attimo.

Suonava! Era un pezzo di Black or white di M. Jackson che cominciava da metà - ovviamente! - come non siamo davvero più abituati a sentir cominciare un brano, e le rotelline dentro la cassetta giravano, e un filo di polvere usciva dagli ingranaggi e ...era musica! (si allega testimonianza fotografica).

Era musica, sì, ma era una musica diversa: era un pizzico più lenta del normale, un pizzico più lamentosa, un pizzico più affaticata, un pizzico di 'lagna' di troppo. Era una vecchia audiocassetta che girava su un vecchio ed impolverato lettore.
All'inizio suonava veramente fastidiosa, questa ombra imbarazzante di rallentatore che si frapponeva tra ogni nota e la successiva, stavo quasi per spegnere e per chiudere lì quella mistica esperienza di ritorno al futuro. Ma poi alla fine ho lasciato proseguire: dopo Black or White sono seguite altre canzoni che all'epoca riempivano i miei pomeriggi, io ho proseguito con i miei lavori domestici e ad un certo punto, mentre stavo un attimo di là in cucina a mangiarmi un barattolino di jogurt, ho prestato nuovamente l'orecchio alla musica che suonava, in camera mia, e la nota stonata non c'era più. La musica scorreva naturale e tutto era come doveva essere.



Forse il registratore, dopo un buon numero di giri, si è assestato, forse il nastro si è pulito cammin facendo. Forse è stato così. Ma io preferisco pensare che sia stato il mio orecchio, poco a poco, ad abituarsi a quella maniera bislacca di produrre suoni, un po' zoppicante, un po' ridondante. Che si sia adattato, come solo alcune parti del corpo non comandate dalla nostra mente sanno fare, e che abbia finito per trovarsi bene così, in mezzo a quella catena musicale lagnosa, e abbia finito per piantare la sua tenda su quel terreno, anche se era, all'apparenza, aspro e inospitale.

E allora per oggi voglio pensare che la mia vita, ora, sia un po' come una melodia, strampalata e leggermente in ritardo, che esce da un vecchio mangiacassette degli anni novanta. E che la mia bicicletta, per adesso, si stia adattando poco a poco a questo panorama, a questo terreno, a questi suoni. Un giorno va meglio, un giorno va un po' meno bene: ma anche lei, ne sono certa, prima o poi porgerà l'orecchio alla nuova melodia e sentirà che tutto sta andando come deve andare.

2 commenti:

  1. Io ho ancora lo "stereo monumentale" sul comodino, subito accanto al letto!
    Per "stereo monumentale" intendo quello grande, pieno di lucine, che aveva tutto quello che serviva: tre piastre cd rotanti, due alloggiamenti per cassette (per doppiarle!), la radio con i canali memorizzabili, la predisposizione per il giradischi... che naturalmente io ho! Ora si va sempre più in direzione del piccolo... il tecnologico più è piccolo più è giusto. Ma no, lo stereo monumentale se ne infischia... lui è un poderoso e irriverente pezzo d'arredamento!

    Ebbene, io ho TUTTORA una cassetta (rigorosamente NON vuota... plurisovrascritta!) nel Tape A, quello con il "Rec", che tenevo sempre pronta nel caso la radio passasse qualche canzone che mi piaceva! Cioè, altro che Napster, Muli, Torrent e YoutubeToMp3Converter... beccare un pezzo era sempre una meraviglia! E te lo tenevi lì, spesso con l'inizio monco, e con il finale sfumato dal dj di turno che ci parlava sopra. Ma avevi portato a casa il risultato!
    E il mio maestro di musica, che mi faceva fare anche pezzi moderni, quando mi assegnava da arrangiare una canzone che non conoscevo mi diceva di telefonare in radio per farla passare!
    Perché noi dovevamo guadagnarcele le nostre piccole gioie...

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  2. Ore ore di musica registrata dalle onde FM sulle cassette...macchinosamente bello.

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