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domenica 27 novembre 2011

Give me five

Ieri sera guidavo imbacuccata nello stretto e gelido abitacolo della mia panda rossa e mi arrovellavo in merito ad una delle problematiche più laceranti che l'umanità tutta possa dover affrontare, ovvero mi chiedevo come fare a recuperare le tre monete da euro uno che erano finite, complice un buco nella tasca della giacca, dentro l'imbottitura della stessa e che tintinnavano beffarde dal fondo profondo della cucitura (ma tutti sti buchi nelle tasche, oggettivamente, come si formano? Li mettono già al momento della vendita? C'è qualcuno di voi che NON è afflitto dalla sindrome del buco nella tasca della giacca? Parliamone.). Stavo chiedendomi questo, per l'appunto, quando ho visto il primo albero di Natale illuminato della stagione.

Ero sulla salita che da Vignola porta a Castelvetro e l'alberello, fuori da una casa, era blu elettrico e mi strizzava l'occhio come a dire ci risiamo, eh?


Sicché ho deciso di affrontare lo spinoso argomento del Natale adesso; di farlo prima di tutti; di levarmi il problema di torno e poi non se ne parli più fino al duemilaedodici.

Il Natale è una di quelle cose, come Fabio Volo, che mi pare suddividano la popolazione in due incomunicabili categorie. Come avrete capito, però, questo è un periodo in cui Tinni si è rotta le scatole di appartenere ad una categoria e di vedere le linee tracciate per terra voi di qua noi di là. Non la fa impazzire, il Natale, è vero, però non attaccherà nemmeno con la solita solfa del consumismo e dovremmo fare i regali con i saldi che presa per il culo e odio le lucine e cosa fai a Capodanno (tanto la risposta c'è qualcuno che già la sa e riderà tra sé nel leggere questo riferimento come io sto facendo ora).

Niente di tutto questo, insomma. Voleva semplicemente dirvi che ha un tinnico augurio di Natale in serbo per tutti voi.
Perché la parola Natale, a Tinni, fa venire in mente una cosa, per un'associazione di idee balzana come lo sono tutte le associazioni di idee. E questa cosa nello specifico è l'allegria tiepida ed euforica che le viene quando vede, in coda ad un semaforo o prima di immettersi in una rotatoria o cose così, che la macchina che la precede è una piccola macchina nella quale se ne stanno rannicchiate cinque persone.

A me piacciono da morire le macchine piene. Mi piace vedere cinque individui racchiusi dentro ad uno spazio così piccolo. Non possono che essere amici - penso tutte le volte. E non possono che essere contenti - mi ripeto. Cinque vite che percorrono lo stesso cammino, almeno per un pezzetto; che ascoltano lo stesso cd; che commentano lo stesso panorama e ridono così vicini gli uni agli altri che le note di una risata di confondono con quelle di un'altra.

Io di solito sono in macchina da sola; canto, rido, parlo e mi incazzo da sola. Tutto questo ha anche i suoi vantaggi, certo, ma la vista di una macchina piena scatena sempre in me una sorta di malcelata malinconia allegra. Come a dire che so che prima o poi capiterà anche a me, di viaggiare in cinque (anche se la panda in realtà è omologata per quattro ma questo toglie poeticità alla cosa quindi ignoriamolo), so che succederà e voglio trovarmi pronta e non distratta. So che succederà e ne sono felice, però nel frattempo devo cantare qui da sola, con il mio giaccone dalle tasche bucate e il freddo dell'abitacolo e la spia gialla che ogni tanto si accende chissà che diavolo vuol dire.

E quindi questo è il mio augurio per il vostro Natale in arrivo, cari lettori, noti e meno noti: di passare qualche ora della vostra vita in una macchina piena; di riempirne ogni spazio e di sentire i vetri appannarsi per un calore che è un po' vostro e un po' degli altri, e se anche lo spannatore dei vetri non funziona, pazienza.

3 commenti:

  1. "Il Natale è una di quelle cose, come Fabio Volo" e poi ci mettevi un punto. E il post era fatto. Perfetto. :-)

    Buon Natale a te con l'augurio di un auto sempre piena.
    ilcomizietto

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  2. natale. morte.


    Niculet

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  3. Joyeux Noel, felice Natale, ai cuori ed alle menti degli esseri umani.

    Le autovetture cariche di cinque persone, i paesi, la terra e le nazioni cariche di milioni e miliardi di persone, ad appannare i vetri del nostro pianeta.

    http://www.youtube.com/watch?v=aaJcSNBh-ok

    Marco

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