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venerdì 18 maggio 2012

Ciliegie

Sono sempre piuttosto soddisfatta quando 
un progetto umano ragionevole si rivela pura vanità.
Etty Hillesum


In una notte - in una singola, esatta, precisa notte - i chioschi che vendono frutta fresca si sono svegliati, stiracchiati, rimessi a nuovo; hanno indossato i vestiti della festa, quelli con su scritto "qui duroni di Vignola", si sono guardati tra l'incredulo e l'emozionato allo specchio e nascondendo quel po' di occhiaie dovute alla levataccia hanno aperto i battenti. La stagione delle ciliegie è cominciata. Ogni strada dei dintorni, ora, è costellata di pensiline e gazebo e tavolini che fanno bella mostra del loro tesoro rosso. Buon appetito a tutti.

Ma io stamattina ho assaggiato un altro tipo di ciliegie; un tipo di ciliegie bagnate e prepotenti che con le ciliegie rosse di Vignola hanno poco a che fare, ma una semplice cosa in comune: una tira l'altra. Ascoltavo a ripetizione una canzone bella e terribile allo stesso tempo e non riuscivo a smettere di riportare il cursore di youtube all'inizio del brano, una volta dopo l'altra, e questa è l'ultima giuro e ancora una e poi unissima. E mentre le note sempre uguali si conficcavano in quella parte di cuore dove si incastrano i sentimenti forti - e così accadrà che, quando tra dieci anni riascolterò per caso quella musica in radio, ripenserò esattamente a questo istante e a queste quattro mura e all'odore di erba tagliata che mi entra stordito dalla finestra - le ciliegie bagnate scendevano giù senza essere state invitate, prepotenti, forti, sicure, tranquille. E mi scuotevano tutta come a risvegliarmi da un sonno durato troppo a lungo, e mi accorgevo che, al di là del sapore salato e del male alla testa, in fondo erano buone, erano giuste, avevano capito tutto, molto più di me. Erano mie.



E così mi sono trovata un cestino intero - tutto mio, personalizzato - di queste ciliegie, stamattina, davanti alla porta di casa, e l'ho divorato dalla prima all'ultima, e adesso che è finito, contrariamente a quanto accadrebbe con le ciliegie rosse, quelle tonde che vendono nei chioschi qui intorno in pratici cestini di plastica trasparente, ora che l'ho finito mi sento più vuota e più affamata. Ma anche (un po') più tranquilla.

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