MOLTEPLICI INIZI.


A proposito di:

interculturalità - scuola - letture - frivolezze - risparmio - letteratura greca - creatività - viaggi - giardinaggio .. e bizzarrie varie.

lunedì 13 settembre 2010

Bucolicità domenicale

Devo ricordarmi, nel prossimo "dieci-cose day", di inserire nella mia lista, scalzando qualche altra voce, l'item "piste ciclabili".
Ieri pomeriggio ho sperimentato infatti un bel tratto di pista ciclabile, tra Bologna (la città in cui vivo) e il Parco della Chiusa, alias Parco Talon, a Casalecchio di Reno. Mentre la percorrevo, in compagnia di tre amici, mi sono, tra l'altro, soffermata a riflettere sull'essenza dell'esperienza "pedalare in compagnia": l'ho trovata un bell'esempio di "alchimia empatica", con le biciclette che si affiancano l'un l'altra, si scambiano brevi battute, si diastanziano per far passare qualcuno nel senso opposto, provocano risate che poi si perdono nel vento, poi si riappaiano, si separano, e si raggiungono di nuovo. Se scrivessi sceneggiature di film, infilerei in ciascuno di essi una bella pedalata a quattro, con musica on the road in sottofondo e vestiti colorati che svolazzano.
Il Parco Talon è un parco che consiglio a chiunque abiti nella zona: rispetto ai più celebri Giardini Margherita, è un vero parco, con alberi selvatici, boschetti, viuzze, sentierini, ville e casali antichi ed enormi prati dispersi qua e là. Poco frequentato, specie se ci si allontana dal primo spiazzo vicino all'ingresso, offre anche simpatiche iniziative al pubblico, come quella che abbiamo visitato ieri, l'Ortalon. Ortalon è un orto gestito da una cooperativa, aperto a collaborazioni da parte del pubblico (lavoro volontario in cambio di consistenti sconti sui prodotti), interamente biologico e situato al centro del parco. Il gruppo di persone che lo amministra si occupa anche della manutenzione dell'intero parco, e, fino alla fine di ottobre, organizza merende a base di prodotti loro, aperte al pubblico, durante tutti i week end. Ieri ci siamo fermati alla fattoria, abbiamo comprato un cestino di fichi gustosissimi, ci siamo seduti al sole e abbiamo fatto amicizia con le capre che vagano libere per l'aia (evitate invece i contatti con le oche: due giapponesi si sono avvicinati entusiasti per fotografarle e sono stati bellamente aggrediti....mitici Giappi). L'atmosfera è molto piacevole, soprattutto per la calma che vi regna e il dominio pacifico della natura, 'addomesticata' dall'uomo nella maniera meno invasiva possibile.
Lo confesso, non sono una grande acquirente dei prodotti di agricoltura biologica (il motivo lo trovate al post "Piccole soddisfazioni da asporto": sono tirchia!!), ma devo ammettere che comprare ortaggi o frutti da un banchetto di legno, mentre una vorace capra cerca di salirvi sopra, con il piacevole sole di settembre sulla schiena, sapendo che sono stati raccolti poche ore prima è tutta un'altra cosa che sceglierli con guanto trasparente, da una cassetta di plastica alla Coop mentre la solita vecchietta ti mette fretta da dietro!

Nessun commento:

Posta un commento