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venerdì 5 novembre 2010

Curiositas, curiositatis

Mentre ascolto provenire dall'appartamento a fianco al mio un tenero tentativo di suonare il pianoforte che sembra prodotto più che da un essere umano, da un gatto che transita sulla tastiera, ma che comunque mi suscita - per ora - più simpatia che fastidio (vi saprò poi dire tra un paio d'ore, se continua), volevo raccontare alla blogosfera che l'altro ieri, in macchina, sono nuovamente finita su Radio Tre. Stavolta c'era il programma di scienza. Io non ne capisco un'acca, di scienza, specie nella sua forma più, come dire, "biologico-vitale", che non mi ha mai appassionato, nemmeno a scuola (più bella trovavo invece la scienza nella sua forma "astratto-matematica", quella sì!), quindi, se non fosse che a presentare il programma c'era un personaggio a cui, vista la collaborazione con Cosmo (che, per la cronaca, tutti si sono dimenticati bellamente in fretta e furia....sigh), vanno tutte le mie simpatie, avrei cambiato canale abbastanza in fretta. Invece sono rimasta e ho scoperto chi era e che cosa ha fatto costui. E' stato un piccolo, bel premio.
Quando ascolto Radio Tre, spesso ci sono programmi di approfondimento: è faticoso seguirli, spesso ho la tentazione di cambiare e di rilassarmi di più con una bella canzone anni 80 di Radio Stella (mittica), però devo dire che, alla fine, la fatica e l'autodisciplina sono sempre premiate da piccole, insignificanti, buffe, curiose nuove nozioni che, forse, vagheranno nel mio cervello solo per qualche giorno, nuotando a fatica per rimanere a galla, ma che in quel momento mi fanno sentire un po' un, due, tre, via, un po' migliore di prima, un po' più piena. Credo che la parola giusta per riassumere il contenuto di queste emozioni sia curiositas, la curiosità.
Non dovremmo mai dimenticarci di esercitare un briciolo di curiositas ogni giorno, leggendo un trafiletto di un giornale per imparare quali sono i colori di moda quest'anno e perché, ascoltando un approfondimento alla radio sulle biblioteche virtuali, dedicando un minuto di attenzione alla coda di un programma televisivo che termina prima del nostro e che parla di cooperative in Africa. Il tempo che trascorriamo in stand-by, cioè senza fare nulla di specifico, come in bagno, in coda, in auto, ad aspettare che la torta si cuocia, può dimostrarsi ricco di emozionanti sorprese! (in realtà questo uso della prima persona plurale è molto pretesco e rende un'idea che non è quella che voglio dare: sto parlando più che altro a me stessa!)
Ed è per questo che apprezzo emittenti come Radio Tre, perché lì ci sono gli stimoli per approfittarne; la gente, da sola, è pigra (io per prima), bisogna stuzzicarla! Io, se fossi il Capo della Televisione Italiana, piazzerei due o tre terzine di Dante, con commento accessibile, prima del Tg serale - altro che pacchi e contro pacchi! - perché sono sicura che se le persone ci incappano, magari il primo giorno girano, ma poi vedrai che una volta se le ascoltano, le terzine, e chissà mai che le trovino graziose!
Oppure, che so, una paginetta di Iliade prima di Un posto al sole, o una formuletta matematica spiegata a prova di scemo un attimo prima che inizi il Grande Fratello. Anche le mie Pillole di retorica immaginifica non starebbero male, in un palinsesto del genere...(modestamente)

E, voi, che ci mettereste, prima di Beautiful, al posto della televendita di materassi?

1 commento:

  1. Io prima di Beautiful (nell'ottica di educare il popolo della tivvù fino a poter dire, un giorno, "al posto di Beautiful")ci metterei un quarto d'ora di Foucault o di storia del cristianesimo o di esegesi vetero e neo-testamentaria, gestito da storici e filologi. Mica una lezione barbosa, solo qualche parola che lentamente ma inesorabilmente porti a una maggiore consapevolezza questo cristianissimo paese...

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