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mercoledì 2 novembre 2011

Beati quelli

Da un po' di giorni a questa parte chiedo insistentemente qualcosa. Chiedo qualcosa a chiunque incroci il suo passo con il mio, a chiunque capiti a tiro, a chiunque faccia toc toc alla mia porta, anche solo per chiedere se ho un po' di latte che i negozi sono già chiusi e devo fare la torta per domani.

L'ho chiesto ad amici nuovi e ad amici di sempre; l'ho chiesto ai luoghi; l'ho chiesto al lavoro manuale e ai libri; l'ho pure chiesto alla festa di Halloween, pur senza crederci troppo; l'ho chiesto ad un prete e poi ad un bicchiere di vino.

Eppure niente. Nessuno ha saputo darmi qualcosa.

E stamattina mi sono svegliata e mi sono sentita disperatamente vuota. Ho sentito, d'improvviso, tutto il peso di quei no, Qualcosa non ce lo abbiamo, e se ce lo abbiamo non lo possiamo dare a te. Ed ero così vuota e così esangue che non avevo neppure la forza di piangere, o di fare un gesto eclatante, quel genere di gesti eclatanti che quando li fai per dire che stai male è evidente che non è vero, perché altrimenti non avresti neppure l'energia per pensarli.

Ero vuota esangue e senza Qualcosa; eppure la sveglia suonava e il treno partiva tra mezz'ora. E allora ho fatto l'unica cosa che si poteva fare: ho aperto l'armadio e ho scelto la mia camicia migliore. E l'ho scelta spostando le grucce delle altre camicie, quelle ordinarie, quelle di sempre, con il gesto più reciso che potevo, nonostante le pochissime energie. E sopra alla camicia migliore, quella più bella che ho, ho indossato la giacca più carina, che tutti ancora oggi mi fanno i complimenti, quando la indosso.

Ed è stato allora che, vuota esangue e senza nulla in mano, ho infilato le mani in tasca.

E ci ho trovato dentro una scatolina di gomme da masticare vuota; regalo scemo di un Amico vero. E mentre giravo e rigiravo la scatolina tra le mani, mi sono accorta che le mani, le mie mani, non sono più le stesse di tre mesi fa.
Hanno i polpastrelli più duri, le dita più grosse, le unghie più corte, la pelle più tagliata.

E così mi è venuto in mente il Vangelo di ieri e ho deciso che, d'ora in poi, quando penserò alle Beatitudini, ne aggiungerò una tutta mia, speciale.

Beati quelli che non hanno nulla, perché impareranno a mettere le mani nelle loro tasche.

2 commenti:

  1. Mt 6,8 οἶδεν ὁ πατὴρ ὑμῶν ὧν χρείαν ἔχετε πρὸ τοῦ ὑμᾶς αἰτῆσαι αὐτόν.

    GC

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