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giovedì 29 dicembre 2011

Oplà

C'è un'ora del giorno che preferisco a tutte le altre. Che è poi un'ora variabile a seconda delle stagioni e del fuso, ma in sostanza è l'ora in cui butti lo sguardo fuori dalla finestra e ti accorgi che oplà.


Oplà e c'è già una piccolissima percentuale di buio in più nell'aria, anche se minimale, e comincia la lenta, allegra, rotolante discesa verso la sera.

Oplà e il lavoro che hai fatto fino a quel momento improvvisamente prende una consistenza soffice e un po' gommosa; finalmente puoi girarti indietro e c'è qualcosa da guardare, ai tuoi piedi.

Oplà e nuove praterie di minuti ritti e impettiti si aprono davanti a te pronte per essere riempite con attività extra, extra tutto; oplà e non puoi non sorridere, ché ce l'hai fatta anche oggi, a non piangere, a non telefonare, a non dormire, a non.

Oplà e ti viene voglia di scrivere sul diario i compiti per domani, di impacchettare regali, di preparare la tavola per qualcuno che arriva ed è già in viaggio, da qualche parte laggiù nel pomeriggio che si trasforma in notte.

Quell'ora lì, l'ora oplà, sa di latte-e-menta, quel gusto di gelato che prendeva sempre mio papà quando ero piccola e c'era la gelateria in via Leopardi dove il cono costava millesettecento lire. Sa di poltrona e di pagine di libri sfogliate mille volte a fine pasto, sgranocchiando un dolcetto che lascia cadere tutte le briciole nella rilegatura che ancora oggi se apro certi romanzi dell'adolescenza le ritrovo dentro rinsecchite e rintanate.

E' un'ora di svolta ma non di curve a gomito; è un'ora di circumnavigazione lenta ma efficace.

E' un'ora che non mente mai.



Chissà se anche voi avete un'ora più amata delle altre, nella vostra giornata. Mi piacerebbe sapere perché.

7 commenti:

  1. Dipende dalle stagioni: se è primavera, è la stessa tua ora, perché mi rendo conto di quanto il buio stia arrivando tardi. Se è inverno è la mattina presto, mentre sono in treno, e mi accorgo che anche se sono le 6.50 c'è già di nuovo luce a S. Martino.

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  2. L'ora o i secondi contati duranti i quali la luce non vuole ancora cedere il passo al buio, quando nel cielo ancora una luce riflessa permette il colore delle cose, prima che tutto appaia avvolto da una rinnovata oscurità.

    E' il momento dell'imbrunire, del crepuscolo, delle forze della natura che fanno spazio al magico ed all'invisibile agli occhi.

    Ricordo un passaggio di uno scrittore a me caro, Carlos Castaneda, autore della serie che partì con il volume "A scuola dallo stregone", da cui prendo il periodo:

    "Don Juan sedeva immobile rivolto verso il campo di peyote. Un vento ostinato soffiava sul mio viso.
    "Il crepuscolo è la frattura tra i mondi", disse a bassa voce, senza voltarsi verso di me".


    Oppure anche una fenditura fra i mondi, una porta verso l'ignoto.

    Oppure ancora un momento di grazia ove fare risuonare l'armonia del creato in noi.

    Penso che sia proprio quello da te indicato, con altri pensieri creativi.

    Marco

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  3. la mattina presto presto, quando tutto è silenzioso, i colori sono più profondi, la casa sembra ancora dormire, e non ci sono ancora sbagli, cose fatte o dette male, hai tutta la giornata di fronte a te e puoi pensare che oggi sarà la giornata giusta.

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  4. Quand je vois ta régularité, je me dis que je devrais vraiment apprendre l'italien pour pouvoir te lire...

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  5. Mon cher Vale, tu dois ABSOLUMENT apprendre l'italien, surtout parce que bientot il sera le seul moyen pour communiquer, étant donné que je vais oublier TOUT mon francais ;)
    Mais puisqu'il est Noel et on est tous plus gentils...

    dans ce post je parle de l'heure de la journée que je prefere, c'est à dire l'heure dans laquelle on regarde dehors la fenetre et VOILA (c'est l'OPLA du titre) on voit qu'il est en train de faire nuit..et la journée est achevée, on peut apprécier ce que de bon on a fait, on peut faire des plans, on a envie de preparer la table pour quelqu'un qui arrive et qui nous aime.. c'est une heure qui a un gout de glace mangée pendant l'enfance; c'est une heure gentille, une heure qui te conduit et à laquelle on paut faire confiance.

    Bon c'est une traduction horrible je sais, mais c'est mon cadeau pour ton nouvel an :)

    (et bien sur si pour toi aussi il y a une heure de la journée qui est plus belle que les autres, tu peut expliquer pourquoi..)

    bisous bisous

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  6. per gli altri: grazie, come sempre. Bellissimi.

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  7. Un billet très poétique sur les petits plaisirs de la vie, j'adore...

    Moi perso, c'est les premières lueurs du jour (quand il fait beau), quand la lumière passe à travers les volets et qu'on essaye de deviner comment va être le soleil aujourd'hui en se basant sur les petits éclats qui parsèment la chambre.

    Bonne et douce année 2012 ma chère amie !

    Gros bisous

    PS : tu te débrouilles toujours excellement bien en français ;)

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