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giovedì 20 settembre 2012

Washing up

Cosa significa, se sono le due e venti di un pomeriggio sornione e tu crolli nel sonno più morbido aggomitolata tra le braccia di un'amica mentre dalla stanza a fianco arriva il ringhiare allegro dei piatti tra il lavello e l'acquaio (non il segno, intendo)? Che cosa significa - oltre al fatto che lo studio e le parole ti hanno annodato la lingua e cullato il cervello - se al principio di questo nuovo pezzo di giornata il clangore inconsulto ed indisciplinato di stoviglie che qualcun altro maldestramente tiene a bada, nella tua cucina, ti fascia come lana morbida e materna in fredde notti d'infanzia? Che significa, se d'improvviso ami quel borbottìo appuntito ed ondeggiante ed è proprio da lui, da quei piatti feroci, che ti fai condurre, lieta, al porto sepolto del buon sonno?
Vorrà forse dire qualcosa, se non riesci a staccarne la mano, da quel turbolento accozzare di porcellane, e ti ci perdi dentro, al suo palmo, per poi svegliarti, riposata e timorosa, proprio quando lui, di soppiatto, fa scivolare le sue dita lontano e quel concerto sgraziato, da un minuto all'altro, cessa?

Cosa significa, se ti addormenti - tu che di solito senza tappi non prendi sonno nemmeno a pagare - mentre un amico, pochi metri e un muro più in là, lava dei piatti unti di risa e ricchi di antica sapienza; cosa significa, se ti risvegli appena termina, lento e pacioso come suo solito, e allora sollevi lo sguardo come ti mancasse un pezzo di musica?

Forse, semplicemente, oltre al fatto che lo studio e le parole ti hanno annodato lingua e ciglia, oltre al fatto che il letto è il migliore amico dell'uomo, oltre al fatto che sono pur sempre le due e venti di un pomeriggio sornione, forse significa anche - ma solo un poco - che non importa quali mobili ci siano, nella tua vita; non importa se sono ikea, riusati, logori o di desain: importa che la tua stanza sia arredata, perché tu ti possa sentire a casa. Che non importa se dentro ci sono amici, gatti o soltanto voci ed echi lontani; se ridono, tacciono o scelgono parole d'ordine; perché quella sia una famiglia. Che non conta tanto lo spessore, la morbidezza l'ordine o men che meno la pulizia, dei cuscini. Conta che, nel letto dove ti addormenti finalmente un po' felice, di cuscini ce ne siano (almeno) due. E se uno dei due avrà voglia di lavare i piatti del pranzo, tanto meglio. Altrimenti, pazienza.

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