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lunedì 4 ottobre 2010

Ode all'avverbio di modo in -mente

L'avverbio in -mente è nobile e altolocato, ma non ha la puzza sotto il naso: si diverte anche alle sagre di paese e alla festa dell'Unità, e può addobbare con la sua genealogica influenza anche piccole frasette comuni. Certo, chi gli sta intorno può essere imbarazzato da cotanta presenza, ma lui cerca il più possibile di mimetizzarsi, a volte con buffi risultati.
L'avverbio qualificativo in -mente è molto alto e molto magro, con un lungo naso affilato: la sua stirpe detiene anche il primato della parola più lunga del vocabolario italiano.
Nel suo albero genealogico, che conta numerosi e prestigiosi rami, si riscontra una parentela, molto alla lontana, con la Parentetica, una zia di chissà quale grado; si possono, di tanto in tanto, trovare accoppiati, in un curioso duetto che attira l'attenzione.
L'avverbio in -mente ha origini latine, e ne va fiero. Cammina con un portamento eretto che costringe tutti i passanti a dedicargli almeno uno sguardo. Benché non altezzoso, non ama troppo la compagnia dei suoi simili, con i quali si affianca a braccetto solo nella prosa di pochi, arditi, scrittori: gli piace definirsi come un nobile illuminato, e preferisce quindi passeggiare tra la gente comune.
L'avverbio in -mente è come una suppellettile costosa: ha un prezzo alto ed una bassa utilità (ndr: vediamo se una delle mie lettrici riconosce l'origine di questa espressione), però, nelle case in cui compare, sotto allo specchio e sopra ad una mensola, fa proprio una bella figura.

5 commenti:

  1. tinnigenialità.
    ...prezzo alto e bassa utilità è un chiasmo (sostantivo aggettivo aggettivo sostantivo). Ma non era questo che volevi sapere, giusto?
    Posso avanzare una richiesta? Vorrei una pillola di retorica immaginifica sull'aposiopesi, vittima degli abusi peggiori.

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  2. Grazie per la sottolineatura del chiasmo che, in realtà, avevo usato senza accorgermene. La citazione viene invece dalla madre di una lettrice che sono sicura la riconoscerà... La prossima pillola sarà per l'aposiopesi, promesso!

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  3. L'Augusta Genitrice ringrazia commossa per la citazione. Spiego al dotto pubblico che questa espressione venne usata per definire me e le mie asperazioni umanistiche: costo tanto e servo a poco, ma fa tanto, proprio tanto figo da raccontare alle amiche!!
    Con questo blog contribuisci seriamente (!!) alla mia riscossa: grazie tinni!!!

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  4. urrà! dopo l'elogio della parentetica e dell'avverbio in -mente, aspetto con trepidazione l'aposiopesi che mi pesa sulla coscienza da molti anni, quando l'avevo letto in una nota a margine (mi pare sul "dottor oss", ma magari la memoria mi tradisce)

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  5. dall' agggettivo coerente a che avverbio si passsa??

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